Texas Hold’em: come leggere correttamente la mano avversaria – parte 2°

Poker StrategiaNel poker Texas Hold’em è importante assimilare bene i concetti di odds, pot odds, outs ed equity, ma sappiate che queste nozioni sono del tutto inutili se non sono abbinate alla conoscenza delle hole cards dei nostri avversari. Nel precedente articolo abbiamo parlato dell’importanza dei betting patterns. Un altro elemento da tenere in considerazione per avvicinarci il più possibile alle carte dell’opponent è quello di inquadrare che tipo di player abbiamo di fronte.

Ogni giocatore ha uno stile diverso. Ci sono quelli che giocano molte mani (soprattutto sono i principianti o semplicemente quelli scarsi nell’holdem) definiti “loose”; così come esistono i player che giocano solo le mani più forti, dunque pochissime mani, denominati “tight”. Attenzione dunque ad individuare chi abbiamo di fronte.

Nel gioco live occorre avere uno spiccato senso di osservazione, soprattutto quando non siamo coinvolti nella mano approfittiamone per concentrarci sul gioco altrui. Se invece state giocando una sessione di Texas Holdem online, esistono dei software di poker (Holdem Manager e Poker Tracker sono i più diffusi) che vi aiutano a classificare le tendenze in fase pre-flop degli avversari e di conseguenza ad ipotizzare verosimilmente quali hole cards custodiscano.

Attenzione a non cadere nel tranello del “soul read”, ovvero attribuire una determinata mano agli avversari senza nessun presupposto logico. Quante volte nell’holdem sentiamo dire:” ti facevo AK!” Ebbene, evitate di commettere questo errore. Come abbiamo visto la mano dell’avversario si può supporre solo basandosi su di un processo logico-deduttivo fondato sullo studio meticoloso dei nostri avversari e non su di una sorta di veggenza mistica che nulla ha a che fare con la tecnica e la razionalità del poker texano in tutte le sue varianti.

 

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