Poker e psicologia: lasciamo l’ego lontano dal tavolo verde

la psicologia nel pokerMantenere un buon equilibrio mentale è una delle strategie vincenti nel poker Texas Hold’em. Troppo spesso capita di vedere giocatori che perdono la concentrazione perché il loro ego prende il sopravvento, rimanendo vittime di decisioni prese con la pancia e non con il cervello.

L’ego non deve mai sostituire le nostre skill nel poker: quando ciò accade gli obiettivi si sfumano e giochiamo dimenticando che siamo al tavolo per vincere soldi, non per ingaggiare sfide personali.

Un’occasione classica che innesca il meccanismo del gioco “rancoroso”, e quindi deconcentrato, è quando prendiamo una bad beat. Un avversario (magari anche più scarso di noi) ci assesta un colpo che ci fa perdere tante chips.

Questa è la miccia che scatena una guerra, la bad beat ci ferisce nell’orgoglio e cominciamo a giocare contro quel determinato player, perdendo di vista le dinamiche del tavolo e gli altri giocatori, quasi come se giocassimo in heads-up. Niente di più facile che iniziare una discesa rovinosa che ci farà perdere tutto lo stack: noi siamo impegnati nella nostra battaglia personale, ma gli altri sono concentrati e poco alla volta ci porteranno via quel che rimane del nostro gruzzolo!

Non cadiamo nella trappola dell’ira e dell’ego ingombrante. Dobbiamo avere un atteggiamento zen e dimenticare il brutto tiro che ci è capitato, a costo di sospendere la partita per qualche minuto e rilassarsi con una camminata aspettando che la rabbia evapori via. Le battaglie personali nel poker non pagano, occorre la pazienza di aspettare l’occasione giusta per rifarsi delle fiches perdute, le carte girano e le opportunità nel lungo periodo non mancano, basta solo non perdere la testa.

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