Poker Online USA: si torna a giocare

Dopo il black out del poker online USA, dovuto alla chiusura dei principali siti di poker da parte dell’FBI, si apre uno spiraglio grazie a Merge Gaming: il network proprietario di diverse poker room online, che ha deciso di rientrare nel mercato americano del poker online sfidando le leggi dello Stato.

Quale sarà il futuro per giocatori di poker online americani ancora non è chiaro. Dopo la fatidica data del 15 aprile 2011, meglio nota come il “black friday”, la vita dei poker player a stelle e strisce è diventata molto dura. Il venerdì nero del poker online USA, quando l’FBI oscurò quattro tra le principali poker room operanti sul territorio, ha lasciato circa 50.000 giocatori disoccupati.

Con nomi come Pokerstars.com, Full Tilt Poker, UB.com, e AbsolutePoker fuori dai giochi, i player americani che vivevano di poker o usavano le loro skill per arrotondare lo stipendio, si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano.Fino a ieri l’unica soluzione per continuare a giocare online era trasferirsi all’estero, strada non facilmente percorribile: non tutti hanno le disponibilità economiche di giocatori come Phil Galfond e Vanessa Selbst (ambedue trasferitisi in Canada) o di Dan “jungleman12” Cates, attualmente a Londra.
Sembra, tuttavia, che la situazione sia cambiata nelle ultime ore. Qualcuno, infatti, deciso di sfidare il dipartimento di giustizia americano. Si tratta del network Merge Gaming che conta 67 siti di giochi affiliati e, dopo oltre due mesi di inattività, ha annunciato che ritornerà ad operare negli USA. La situazione appare precaria, la normativa UIGEA in vigore negli States dal 2006, considera illecito ogni passaggio di denaro da e verso i siti di gambling.

Le poker room da sempre sostengono che il poker Texas Hold’em non ha niente a che fare con il gioco d’azzardo, essendo un gioco di abilità, supportate dal fatto che non esistono leggi che etichettano il poker come un gioco illecito. La materia è ardua e spinosa, Merge Gaming sarà anche un colosso, ma non avrà vita facile nell’ambito, quanto “proibito” mercato del poker negli USA.

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