Poker online: traffico mondiale in calo

Poker online- traffico mondiale in caloSono passati 10 mesi dal famigerato “black Friday”: quel 15 aprile che bloccò tutto il movimento del poker online made in USA, escludendo così il mercato più forte e florido del settore. Oggi possiamo iniziare a fare bilanci sull’online e i dati parlano chiaro: il traffico sulle poker room è calato complessivamente del 31% circa se confrontato ad un anno fa.

Evidentemente la chiusura del mercato americano, che garantiva una rendita di almeno 1,7 miliardi di dollari annui, è stato un duro colpo per il settore del poker online, le cui ripercussioni probabilmente non sono ancora finite. Le poker room hanno dovuto “emigrare” dagli States (così come han fatto pure certi Pro) e la perdita di cifre ingenti di profitto ha inciso sui budget per la promozione del gioco online, ormai drasticamente ridotti.

Questa sorta di crisi ha toccato in minima parte anche la poker room leader del mercato, PokerStars, che segnala un calo di traffico del -16%. Poca cosa se si considera l’enorme fetta di mercato che la room si è persa grazie al black friday, una perdità però controbilanciata dall’Italia che cresce costantemente dopo la legalizzazione del cash game online. A dispetto delle cifre PartyPoker, un altro colosso del Texas Hold’em online in tutto il mondo, è in netta risalita. Va detto che PartyPoker aveva già abbandonato il mercato USA in tempi non sospetti e dunque non ha perso giocatori, anzi li ha acquisiti grazie all’uscita di scena di Full Tilt, vittima illustre delle inchieste giudiziarie USA. PartyPoker ha registrato un aumento del traffico pari all’11%, ma i numeri sono destinati a salire visto che è prevista a breve la fusione con Bwin, un’unione che creerà un vero gigante del poker online.

In definitiva, è vero che i numeri accusano un calo di traffico nel texas holdem online, ma vanno valutati considerando l’esclusione (momentanea) dai giochi degli USA, un’Asia ancora distratta dal gambling online più che dal poker e anche la Francia, la cui tassazione sul cash game ha reso quest’ultimo poco profittevole allontanando dai tavoli parecchi giocatori.

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