Doyle Brunson elogia Phil Hellmuth e Vanessa Selbst

La leggenda del poker Doyle Brunson è un appassionato utente di Twitter e non manca mai di commentare o biasimare i fatti salienti e i personaggi del mondo del Texas Hold’em. Texas Dolly scrive anche un suo blog personale, molto seguito ed apprezzato, che proprio in questi giorni ha attirato l’attenzione dei media.

Infatti, oltre a parlare della sua recente esperienza alle WSOP 2012 di Las Vegas, Doyle Brunson elogia apertamente altri due Pro simbolo del poker Texas Hold’em: Phil Hellmuth e Vanessa Selbst.

“Non ho seguito da vicino tutti gli eventi WSOP perché stavo giocando – scrive Brunson – ma ovviamente non ho potuto far a meno di notare l’ottimo risultato di Phil Hellmuth che si è conquistato il suo 12esimo braccialetto WSOP. Evidenzio il fatto che l’ha vinto in un evento di Razz, non di Holdem… chissà forse adesso finalmente tutti gli porteranno il rispetto che merita… Nessuno gioca così tanto e così duramente come il buon Phil Hellmuth, ha preso parte a tantissimi eventi anche quest’anno ed è evidente come stia diventato un player a tutto tondo”.

Doyle Brunson riserva parole di elogio anche per Vanessa Selbst, una giocatrice di poker che quest’anno si è aggiudicata un braccialetto alle WSOP, e che vanta una carriera di tutto rispetto con oltre 5 milioni di dollari vinti nei soli tornei di poker live. La Selbst nel suo palmares conta 2 braccialetti WSOP e diversi primi posti in tornei di livello internazionale. Uno su tutti il Partouche Poker Tour, dove nel 2010 arrivò prima e vinse l’incredibile somma di 1 milione 300 mila euro.

Di Vanessa Selbst, Doyle dice che va considerata come una delle migliori giocatrici al mondo, sia in campo femminile che in campo maschile.

“Sia chiara una cosa – afferma Brunson – Vanessa è la migliore tra le donne ed anche la top player tra i giocatori maschi. I suoi risultati negli ultimi anni sono strabilianti, è in assoluto tra le favorite per diventare la prima donna al mondo a vincere il Main Event delle WSOP!”

E se lo dice Doyle Brunson c’è da scommetterci che sarà proprio così.

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