Bad beat: i colpi bassi del Texas Hold’em

Bad beat: i colpi bassi del Texas Hold'emI regular del Texas Holdem sanno bene di cosa si tratta. Succede quando abbiamo in mano carte fortissime, le odds sono dalla nostra parte e tutto lascia credere in una nostra vittoria del piatto perché siamo praticamente imbattibili. Ma ecco che entra in gioco un avversario con una mano decisamente sfavorita, tecnicamente una mossa suicida, eppure su 52 carte del mazzo esce proprio quella (l’unica) che gli consente di chiudere il punto e soffiarvi il piatto. Questo è un classico esempio di bad beat!

Non è facile sapere incassare una bad beat, anche il migliore dei professionisti di poker rischia di andare in tilt e perdere la concentrazione. Ci sono addirittura player che di fronte ad un simile colpo basso perdono la testa e in poche mani si bruciano tutto lo stack. Soprattutto perché a mettere a segno bad beat di solito sono i giocatori più scarsi, quelli che al tavolo vengono etichettati come donk.

Tutta la disciplina di cui parlano i manuali di poker serve anche per fronteggiare scenari simili. Se un giocatore debole vi assesta una bad beat sappiate coglierne il lato positivo. Ovvero, significa che un donk (un cattivo giocatore) è seduto al vostro tavolo, e concentratevi sul fatto che la carta del miracolo che gli ha fatto chiudere il punto esce una volta su cento. Sul lungo termine il donk non ha nessuna possibilità di uscire vincente e, tranne che per un paio di colpi fortunati, continuerà a regalare soldi per tutta la partita. Dunque perché perdere il nostro prezioso mindset per un colpo basso?

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